Un origami può essere semplice come un cappellino da festa o un aeroplanino di carta, o complesso come il modello della Torre Eiffel o di una gazzella che salta. A volte gli origami piú complessi sono piegati nella velina invece che in carta semplice, perché questo consente piú strati di piegatura prima di diventare impraticabilmente spesso. I giapponesi non considerano l’origami una forma d’arte quanto una parte integrante della loro cultura e tradizione.
Joseph Albers, il padre della teoria moderna dei colori e della corrente minimalista, insegno` l`arte della piegatura degli origami tra il 1920 ed il 1930. I suoi metodi che prevedevano l`uso di fogli circolari che si piegavano in spirali e forme ricurve, influenzarono gli artisti di origami moderni come Kunihiko Kasahara. Anche il pedagogista Friedrich Fröbel (1782 - 1852) riconobbe il potenziale educativo degli origami e lo introdusse come strumento nel suo 'kindergarten system' nei primi anni del 1800.
L’opera del giapponese Akira Yoshizawa, un creatore prolifico di origami e scrittore di libri sull’argomento, ha ispirato un moderno rinascimento di questa pratica. L’origami moderno ha attirato un seguito mondiale, con modelli sempre piú intricati e nuove tecniche come il wet-folding, la pratica di inumidire il foglio durante la piegatura in modo che il prodotto finito mantenga meglio la forma, o il soft-folding, in cui la carta viene piegata in modo piú deciso o piú morbido per creare effetti particolari. Una variazione dell’origami semplice è l’origami modulare, in cui molti modelli sono assemblati per formare un unico insieme decorativo.
Uno delle forme origami piú famose è la gru giapponese. La legenda dice che chiunque pieghi mille gru avrà i desideri del proprio cuore esauditi. A causa di questa legenda e di una piccola ragazza giapponese chiamata Sadako Sasaki, la gru giapponese è diventata un simbolo di pace. Sadako fu esposta alle radiazioni della bomba atomica di Hiroshima quando era una bambina e questo minò inesorabilmente la sua salute. Era una hibakusha, una sopravvissuta alla bomba atomica. A quel tempo, nel 1955, aveva 12 anni e stava morendo di leucemia. Sentendo questa leggenda decise di piegare 1000 gru in modo che si avverasse il suo desiderio di poter continuare a vivere. Il suo sforzo non riuscí ad allungare la sua vita, ma spinse i suoi amici ad erigerle una statua nel Parco della Pace di Hiroshima: una ragazza in piedi con le mani aperte ed una gru che spicca il volo dalla punta delle sue dita. Ogni anno la statua è adornata con migliaia di corone di un mille gru (折鶴 oridzuru in giapponese). La storia di Sadako è diventata soggetto di molti libri e film. In una versione, Sadako scrive un haiku che tradotto in italiano suona cosí:
Scriverò pace sulle tue ali
intorno al mondo volerai
perché i bambini non muoiano piú cosí
In un altra versione Sadako muore prima di
completare il suo compito ed un suo compagno di
classe piega il numero restante di modelli in
modo che lei possa essere sepolta con 1000 gru.
Ad esempio nel libro
Il gran sole di Hiroshima
